IMU L'acconto pu scendere a zero

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IMU L'acconto può scendere a zero 

A differenza di quanto è accaduto negli ultimi anni di vigenza dell'Ici, con l'Imu - come si legge nella circolare 3 diffusa ieri dal dipartimento delle Finanze - torna la tassazione dell'abitazione principale; si tratta peraltro di una tassazione ridotta rispetto a quella ordinaria, in quanto l'aliquota da applicare all'abitazione principale e alle relative pertinenze è pari allo 0,4%; con la precisazione che i Comuni possono peraltro aumentarla o diminuirla sino a 0,2 punti percentuali (ciò significa che la misura dell'aliquota per l'abitazione principale e le relative pertinenze può essere elevata fino allo 0,6% e può essere diminuita fino allo 0,2%).

In sede di acconto, però, il contribuente potrà adattarsi alle disposizioni comunali più vantaggiose, anche se dovessero portare all'azzeramento dell'imposta. In ogni caso, accogliendo una delle domande più pressanti dei contribuenti, rappresentate proprio dal Sole 24 Ore, il Dipartimento ha ritenuto applicabile alle prime due rate del versamento per l'abitazione principale e le relative pertinenze la disposizione in base alla quale il pagamento della prima rata è effettuato senza applicazione di sanzioni e interessi.

Altra importante novità è che per abitazione principale si deve intendere l'immobile nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Pertanto, nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, l'aliquota e la detrazione per l'abitazione principale e per le relative pertinenze devono essere uniche per nucleo familiare indipendentemente dalla dimora abituale e dalla residenza anagrafica dei rispettivi componenti. Lo scopo è evitare comportamenti elusivi, soprattutto per impedire che, nel caso in cui i coniugi stabiliscano la residenza in due immobili diversi nello stesso Comune, ognuno di essi possa usufruire delle agevolazioni dettate per l'abitazione principale. Pertanto, se, ad esempio, nell'immobile in comproprietà fra i coniugi, destinato all'abitazione principale, risiede e dimora solo uno dei coniugi poiché l'altro (in ipotesi, non legalmente separato) risiede e dimora in un diverso immobile, situato nello stesso Comune, l'agevolazione spetta solo a uno dei due. Qualora invece gli immobili destinati ad abitazione principale da parte dei componenti di un medesimo nucleo familiare siano ubicati in Comuni diversi (ad esempio per esigenze lavorative), ambedue possono beneficiare delle agevolazioni.

L'abitazione principale deve inoltre essere costituita da una sola unità immobiliare: se quindi sia utilizzata come abitazione principale una pluralità di unità immobiliari (si pensi al caso di due appartamenti contigui), le singole unità immobiliari vanno assoggettate separatamente a imposizione e il contribuente può scegliere quale destinare ad abitazione principale ai fini dell'Imu, con la conseguenza che le altre devono essere considerate come abitazioni diverse da quella principale. Per avere le agevolazioni dell'abitazione principale su più unità contigue occorre preventivamente procedere al loro accatastamento unitario.

Quanto alle pertinenze dell'abitazione principale, la legge concede di considerare come pertinenza dell'abitazione principale soltanto un'unità immobiliare per ciascuna delle categorie catastali C/2 (cantine e soffitte), C/6 (autorimesse) e C/7 (tettoie e posti auto scoperti). In questo limite massimo di tre pertinenze rientra anche quella iscritta in catasto unitamente all'abitazione principale (e quindi, per esempio, la cantina accatastata insieme all'appartamento): in questo caso il contribuente deve applicare le agevolazioni solo ad altre due pertinenze di categoria catastale diversa dalla C/2, in quanto in quest'ultima rientrerebbe la cantina iscritta in catasto congiuntamente all'abitazione principale. Se poi unitamente all'appartamento siano accatastate una cantina e una soffitta (le quali, se accatastate autonomamente, sarebbero censite entrambe nella categoria C/2), il contribuente può usufruire dell'agevolazione per l'abitazione principale solo per un'altra pertinenza, che deve necessariamente appartenere alla categoria C/6 o C/7.

Se il contribuente possiede una pluralità di unità immobiliari classificate nelle categorie catastali ammesse quali pertinenze, è lui stesso a poter scegliere a quali applicare il regime agevolato: se, per esempio, possiede tre pertinenze (una cantina e due autorimesse) è il contribuente che individua quale, fra le due autorimesse, è quella da "collegare" all'abitazione principale. E sull'altra paga l'aliquota ordinaria.

Calcola la tassa sulla casa a cura di Gruppo Arca

fonte:
Il Sole 24 Ore

 

 

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