Mutui, ecco le mosse per ridurre la rata

   
 

MUTUI, ECCO LE MOSSE PER RIDURRE LA RATA. QUANDO CONVIENE PASSARE DAL FISSO AL VARIABILE O RINEGOZIARE.

Attenzione all'aumento dei costi. Lo spread resta la variabile più importante da considerare per verificare se conviene cambiare il proprio finanziamento sulla casa.

Le mosse per ridurre la rata
Si intravede uno spiraglio sul mercato dei mutui, ridotto in modo drastico negli ultimi mesi dal crollo della domanda e dal contemporaneo irrigidimento delle condizioni di accesso ai prestiti per la casa. Se sul primo fattore, infatti, gli ultimi dati diffusi da Crif evidenziano per il primo semestre del 2012 una preoccupante riduzione del 44% rispetto a 12 mesi prima, le banche sembrano invece avere in parte allentato la stretta creditizia nei confronti delle famiglie.

La spinta della Bce
La conferma di una sensazione che già si era intravista nell'assestamento degli spread medi praticati sulle nuove erogazioni (che dopo esser triplicati in pochi mesi si sono mantenuti attorno al 3%) è arrivata ieri dall'inchiesta trimestrale della Banca d'Italia fra i principali istituti di credito nazionali. Le risposte evidenziano che fra aprile-giugno le condizioni di accesso ai mutui sono rimaste sostanzialmente invariate: la situazione, insomma, non è né migliorata, né peggiorata ed è già un passo avanti.
«Se nei primi 4-5 mesi dell'anno il numero delle erogazioni si era ridotto all'osso, a giugno e luglio qualche banca ha iniziato con molta cautela a riaprire i rubinetti del credito», conferma Stefano Rossini, amministratore delegato del broker online MutuiSupermarket. Il problema è che la schiarita, vera o presunta, è legata in gran parte alle operazioni (Ltro) con cui la Bce ha elargito denaro a basso costo e a medio-lungo termine alle banche stesse. Ed è soprattutto la conseguenza dell'abbassamento nei primi tre mesi dell'anno di uno altro spread, quello fra BTp e Bund tedeschi, che influenza indirettamente la capacità degli istituti italiani di raccogliere denaro.

«Ci sono voluti almeno 3 mesi di continue riduzioni dello scarto fra titoli italiani e tedeschi – spiega Rossini – per indurre le banche a un atteggiamento più aperto nei confronti della clientela». Ora che l'aria sui mercati si è fatta di nuovo cupa esiste quindi il rischio che lo spiraglio degli ultimi due mesi possa richiudersi, con una conseguente maggior selettività delle banche a danno soprattutto dei lavoratori atipici, di chi chiede un ammontare elevato rispetto al valore dell'abitazione (loan-to-value) o di chi ha un rapporto rata/reddito significativo.

Le strade per risparmiare
Se chi deve stipulare un nuovo prodotto può scegliere fra tassi fissi a partire dal 5% e variabili circa due punti percentuali più sotto (con un risparmio immediato del 17-20%, ma un rischio potenziale quando i tassi torneranno a salire), chi già ha in mano il mutuo si chiede come poter ridurre la propria rata. Difficile, con l'Euribor ormai vicino allo zero, ottenere sul variabile condizioni migliori di quelle che si hanno al momento. In questo caso l'unica via (come si vede nei grafici e nelle risposte delle banche a fianco) è di allungare il prestito: operazione che permette di abbattere anche del 30% l'esborso mensile, ma che a lungo andare è anche molto onerosa perché impone di versare nel complesso una maggior quantità di interessi.

Chi invece intende passare dal fisso al variabile dovrà valutare con attenzione le conseguenze di una scelta che permette di ottenere un risparmio significativo nell'immediato e probabilmente nei prossimi 3-5 anni (vista la situazione economica europea), ma che nel lungo termine potrebbe rivelarsi potenzialmente pericolosa. E dovrà anche scontrarsi con le «resistenze» delle banche, che ormai quasi regolarmente applicano tassi più elevati ai mutui per sostituzione rispetto a quelli di nuova stipula, ad accettare le operazioni di surroga.
7/12

 

fonte:
Il Sole 24 Ore 

 

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