SCONTI PRIMA CASA ESTESI ANCHE AL BENE ACCORPATO

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SCONTI PRIMA CASA ESTESI ANCHE AL BENE ACCORPATO
 
Semaforo verde dei giudici tributari al diritto alle agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa, anche per gli atti relativi a una nuova unità immobiliare da accorpare a una preesistente, acquisita in un momento diverso rispetto alla prima.
Il via libera è giunto dalla Ctp Alessandria (sentenza n. 35/5/09, sezione V) con un innovativo principio. La vicenda vede il caso di un contribuente che, nel 2005, acquista un immobile e, sussistendone tutti i presupposti, chiede e ottiene le agevolazioni fiscali previste dalla legge per la prima casa. Nel 2006, poi, il contribuente acquisisce un secondo appartamento contiguo al primo, dichiarando nel relativo rogito che l'acquisto di questo alloggio veniva effettuato al fine di accorparlo a quello sottostante comprato l'anno precedente. Immediatamente dopo l'acquisto, infatti, il contribuente mette in comunicazione i due immobili, con idonea ristrutturazione e apertura di un vano scala, realizzando così un appartamento unico.
L'agenzia delle Entrate, però, nega l'accesso al beneficio per questo secondo immobile, motivando il diniego con il fatto che i due atti di compravendita non erano intervenuti contemporaneamente ma a distanza temporale l'uno dall'altro. A ben vedere, la Cassazione (sentenze n. 24986/06, n. 3735/99, n. 5433/98) ha sancito il principio che i benefici fiscali per la prima casa possono riguardare non solo alloggi singoli ma anche appartamenti risultanti dall'unione di più unità immobiliari, destinate dal l'acquirente a costituire nel loro insieme un unico corpo immobiliare. Tuttavia, l'ufficio motivava il diniego ritenendo che dette sentenze si riferivano sempre ad acquisti di immobili avvenuti contestualmente e non in momenti diversi.
A giudizio del fisco, per la concessione delle agevolazioni prima casa, previste dal Dpr n.131/86, occorrono due condizioni: che il richiedente non abbia già goduto di tale beneficio in precedenza, e che egli non possieda già un'altra abitazione nello stesso Comune. La Commissione piemontese, però, ha ritenuto che le indicazioni date dalla Cassazione andassero oltre il limite voluto dall'amministrazione finanziaria. La ratio della legge, invero, è quella di favorire l'acquisizione della prima abitazione e cioè di favorire la soluzione del problema abitativo della famiglia.
Premesso ciò, non parrebbe equo applicare aliquote fiscali diverse a operatori che hanno compiuto percorsi di soluzione del loro problema abitativo identici, ma con modalità temporali differenti; anche perché la scelta dei tempi di acquisto potrebbe essere stata determinata, in ipotesi, non già da una libera scelta ma da una diversa possibilità economica dei singoli, dando agli uni i mezzi di concludere gli acquisti in un'unica soluzione e imponendo invece agli altri di diluire la spesa nel tempo.
La Commissione conclude, quindi, esponendo il seguente principio: deve ritenersi, la nuova agevolazione, concessa per il secondo acquisto di altro immobile da accorpare, come semplice estensione della prima fruizione (e non come duplice beneficio ripetuto), e il secondo immobile come semplice bene accessorio al primo appartamento, (e non come abitazione a sé). Tale, in effetti, è l'unica interpretazione che permette il rispetto formale e sostanziale delle due condizioni più volte citate, anche nell'ipotesi di acquisti plurimi non contemporanei.

Lunedí 06 Luglio 2009


fonte:
Il Sole 24 Ore

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